Avviare uno sharing di monopattini a norma di legge
Lo sharing di monopattini elettrici è un business fiorente, che sta trovando riscontro in tantissime città italiane. Gli imprenditori che ambiscono ad avviare la propria attività di sharing sanno che si tratta di un investimento profittevole che, numeri alla mano, può dare ottime prospettive di guadagno.
Quello che però non tutti sanno è che lo sharing di monopattini è regolamentato dalla legge. Per aprire questo tipo di attività è importantissimo rispettare tutti i regolamenti nazionali e locali.
Non è un percorso impossibile, ma quando si avvia un’attività in proprio è indispensabile informarsi attentamente sugli step da seguire.
Abbiamo chiesto ai founders di BikeBoom, Antonio e Francesco, di aiutarci a capire come aprire uno sharing di monopattini a norma di legge.
In che cosa consiste lo sharing?
“Lo sharing è un’attività di per sé molto semplice che consiste nel noleggio in condivisione, come suggerisce la parola stessa. Chi avvia un’attività di sharing piazza dei veicoli in una determinata area, o in modalità free floating (con parcheggio libero) oppure station based. Le aree di partenza del servizio sono di solito già indicate nell’Avviso Pubblico emanato dal Comune.
I veicoli vengono attivati da un’app su mobile, che registra anche il pagamento della fee da parte dell’utente. In genere i monopattini in sharing si pagano al minuto. Solo gli utenti registrati e paganti, dotati dell’app di sharing, possono attivare il veicolo.
Inoltre tutti i mezzi sono dotati di sistemi GPS per la geolocalizzazione, uno stratagemma per tutelare sia gli utilizzatori che i titolari delle società di sharing in caso di furto”.
A livello burocratico, che cosa bisogna fare per aprire un’attività di sharing di monopattini elettrici in un Comune?
“L’apertura degli sharing di mobilità elettrica è regolamentata in Italia da diversi capi di legge. Tra i più importanti c’è DPR 19 dicembre 2001, n. 481 (Regolamento recante semplificazione del procedimento di autorizzazione per l’esercizio dell’attività di noleggio di veicoli senza conducente).
Questa legge chiarisce alcuni obblighi per chi vuole aprire un’attività di noleggio di veicoli, e quindi anche di sharing di veicoli elettrici:
- va fatta comunicazione al SUAP territoriale;
- ci sono degli obblighi assicurativi per lo svolgimento dell’attività (polizza RC);
- è obbligatorio ottenere il permesso del Comune per svolgere le attività di sharing.
Oltre a queste leggi nazionali, ci sono i regolamenti locali che possono variare di Comune in Comune. Ricordiamo anche che i veicoli devono essere a norma e funzionanti. L’ultimo aggiornamento di legge è recentissimo ed entrerà in vigore a gennaio 2024”.
Quali monopattini sono a norma per lo sharing?
“Lo scorso settembre, come dicevamo, il Ministero delle Infrastrutture ha decretato che per essere a norma di legge, tutti i monopattini in circolazione dovranno essere muniti dei seguenti dispositivi:
- doppia leva freno (anteriore e posteriore);
- luce rossa di stop posteriore;
- luce bianca anteriore;
- frecce direzionali;
- segnalatore acustico.
L’obbligatorietà è scattata lo scorso 30 settembre 2022 per i veicoli nuovi e scatterà dal primo gennaio 2024 per quelli già in circolazione, anche attraverso l’applicazione di kit appositi conformi alle norme UE.
Chi vuole aprire un’attività di sharing deve conoscere anche le disposizioni precedenti, che restano comunque attive:
- motore non superiore a 500 Watt;
- circolazione su strade urbane o su piste ciclabili anche extraurbane a massimo 20 km/h;
- circolazione su aree pedonali a massimo 6 km/h se previsto dal regolamento Comunale locale.”
Ottenere i permessi da parte dei Comuni è facile?
“La realtà dello sharing di monopattini elettrici è in crescita perché è molto sexy anche per i Comuni. Uno studio della Navarra University IESE Business School spiega bene come i Comuni europei coinvolti nei progetti di sharing abbiano significativi vantaggi economici e sociali per la salute pubblica.
Lo sharing fa bene anche al turismo e molte località chiedono alle società di attivare dei servizi di sharing per periodi circoscritti. Quindi i Comuni hanno tutto l’interesse a rilasciare i permessi per offrire un servizio di mobilità sostenibile (e trendy) a cittadini e turisti.
Però i regolamenti sono chiari e possono variare da Comune a Comune. Le società di sharing meno esperte potrebbero trovare difficoltà ad interpretare le norme locali e quelle nazionali e quindi a presentare domande corrette e accettabili.
In BikeBoom quindi, per facilitare i nuovi affiliati che aprono uno sharing in franchising, offriamo una consulenza esclusiva per l’ottenimento della licenza comunale per operare, partecipando ai bandi comunali.
Chi apre uno sharing di monopattini elettrici in franchising con BikeBoom ha dei vantaggi?
“Sì, perché i nostri affiliati ricevono tutta l’assistenza burocratica e la consulenza necessaria per ottenere le licenze da parte dei Comuni.
Riteniamo che questo sia un vantaggio considerevole, perché possiamo davvero facilitare l’avvio dell’attività imprenditoriale degli affiliati al nostro franchising.
Oltre a questo, la nostra proposta di affiliazione allo Sharing è senza fee d’ingresso e siamo noi a fornire monopattini elettrici, e-bike e veicoli brandizzati BikeBoom, a norma e in perfetto stato. Forniamo anche l’app rider e l’app operatore BikeBoom.
Abbiamo pensato ad un pacchetto unico, che abbatte gli investimenti iniziali ma con un ritorno economico davvero interessante per gli affiliati. Include l’app di sharing gratuita e l’acquisto di un pacchetto di veicoli a 9.900€.
Questo da un lato aiuta nuovi imprenditori a lanciarsi in questo settore, ma dall’altro ci dà la possibilità di rafforzare costantemente la nostra Community di appassionati della mobilità sostenibile in tutta Italia”.