Bike sharing vs monopattini sharing: quale ti dà più profitto?

Il mercato del vehicle sharing in Italia è florido. Secondo il 9° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility:

“Il fatturato complessivo del comparto vehiclesharing si attesta su una cifra di poco superiore ai 200 milioni di Euro nel 2024, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, ma inferiore alla crescita dell’11% registrata tra il 2022 e il 2023. Le quote maggiori sul totale restano quelle del monopattino-sharing e del carsharing free-floating, che incidono rispettivamente per il 36% e per il 31%. Da evidenziare inoltre l’espansione del bikesharing freefloating, che nel 2024 raggiunge una quota del 17% rispetto al 15% del 2023.”

Il trend di crescita è confermato da McKinsey, che spiega in che misura la micromobilità condivisa abbia plasmato le abitudini all’interno delle città europee e non solo:

  • +10% viaggi in sharing negli USA dal 2018 al 2023
  • +5% chilometri percorsi in bicicletta dagli utenti in Germania tra il 2017 e il 2023
  • 70% dei consumatori globali è propenso a utilizzare in futuro i veicoli in sharing, specialmente biciclette (e-bike e muscolari) e monopattini elettrici
  • 60% città USA e Europee stanno adeguando le infrastrutture per la micro mobilità elettrica

Nella sua analisi McKinsey stima che la crescita possa portare a raddoppiare o triplicare il valore di mercato della micromobilità privata e condivisa, con in testa in mercato Europeo – che secondo le stime della nota società di consulenza potrebbe raggiungere da solo i 140 miliardi di dollari entro il 2030.

Se sei un imprenditore che vuole investire nel settore, ecco gli elementi e i dati da tenere a mente per scegliere.

Costi e ricavi nel bike sharing e sharing di monopattini

Sempre McKinsey però mette in guardia su un potenziale rischio: a volte la scarsa redditività diventa un ostacolo per chi fa impresa in questo settore.

Per la nostra esperienza in BikeBoom, quali sono i costi da sostenere e tenere a bada?

  • I costi per l’acquisto dei veicoli, che possono essere ridotti prendendo accordi commerciali vantaggiosi con le case produttrici e i rivenditori;
  • I costi operativi (gestione flotta, manutenzione, riparazione, veicoli danneggiati ecc), che possono essere ridotti adottando una piattaforma digitale efficiente e moderna.

Da questo punto di vista la scelta di aprire un bike sharing o un monopattino sharing in franchising rappresenta una tutela per l’imprenditore. Ad esempio il programma franchising di BikeBoom include l’acquisto di veicoli a norma di legge e collegati tramite IoT all’app BikeBoom (gratuita per gli affiliati). 

Questo significa ridurre i costi di acquisto dei mezzi dei migliori marchi internazionali e avere sempre sotto controllo la localizzazione dei veicoli e lo stato in cui si trovano. Il rischio di danni e incidenti è ridotto grazie alle funzionalità Geofences e ai limiti di velocità preimpostati.

Bike sharing vs monopattini sharing: dove investire?

E-bike e monopattini elettrici rispondono a esigenze di mobilità differenti. La chiave per uno sharing di successo è allineare l’offerta e la domanda.

Di seguito, forniamo alcuni consigli per fare la scelta migliore

Sharing di monopattini: punti chiave da valutare.

  • Il monopattino elettrico è particolarmente indicato se vuoi rivolgerti a pendolari che devono fare l’ultimo tratto del tragitto casa-lavoro con un mezzo agile, che possono portare anche a bordo di bus e treni.
  • Nelle aree ad alta intensità, i tassi di sblocco giornalieri sono molto elevati, ma i costi orari sono inferiori rispetto alle biciclette elettriche.
  • D’altro canto l’investimento iniziale (che con le proposte BikeBoom è sempre flessibile) è mediamente più basso rispetto a quello del bike sharing, proprio perché il monopattino costa meno della e-bike.
  • Suggeriamo anche di valutare il target. Un servizio di monopattino sharing si rivolge spesso a Generazione Z, Millennials, studenti universitari e talvolta turisti.
  • Il territorio ideale è pianeggiante e densamente popolato, con tanti giovani o con tanti turisti.

Quanto costa aprire uno sharing di monopattini elettrici?

L’investimento iniziale varia in base alla quantità di veicoli e ad altri fattori. Per gli affiliati BikeBoom sono disponibili soluzioni scalabili. Ad esempio puoi aprire uno sharing di monopattini elettrici con 20 veicoli (a tua scelta) nella flotta, a partire da 9.900€. 

Bike sharing: punti chiave da valutare.

La bicicletta è una scelta di mobilità pianificata, non complementare ma alternativa a mezzi di trasporto pubblici (bus, treni, metro) o privati (automobile, scooter).  

Il costo iniziale delle e-bike è mediamente più alto rispetto ai monopattini, ma il ciclo vita è più lungo e richiede meno manutenzione. Ottieni ancora più benefici scegliendo per la tua flotta e-bike progettate per restare all’esterno, resistenti anche alla pioggia e al maltempo, come quelle che puoi avere aprendo un bike sharing in franchising con BikeBoom.

Il target è più trasversale e più ampio dal punto di vista delle età. Inoltre le bici sono adoperate indistintamente da turisti, studenti, lavoratori, pendolari.

La bici elettrica ha un maggiore appeal istituzionale e l’apertura di sharing è spesso facilitata da accordi con i Comuni, patrocini, spazi di sosta dedicati ecc.

Il territorio in cui ti suggeriamo di aprire uno sharing di bici elettriche è pianeggiante o con lieve pendenze, anche dotato di piste ciclabili extraurbane, dove il traffico spinge i cittadini a cercare modalità di spostamento diverse dall’automobile.

Quanto costa aprire uno sharing di e-bike?

Il costo di apertura dipende da diversi fattori, inclusa ad esempio la quantità di veicoli nella flotta. Con BikeBoom puoi avviare una flotta in sharing da 20 e-bike a partire da 14.900€. Tutti i veicoli forniti provengono dai migliori produttori al mondo e rispettano le norme attualmente previste per circolare in strada.

La scelta dal punto di vista imprenditoriale

Se punti a volumi di cassa rapidi, alta rotazione dei veicoli e degli utenti e hai un territorio pianeggiante ad alta densità di giovani, potresti investire nello sharing di monopattini.

Se invece preferisci costruire un servizio durevole nel tempo, minimizzare i costi di obsolescenza e dialogare con le istituzioni locali per un servizio integrato a lungo termine, ti suggeriamo di investire nel bike sharing.

Ad ogni buon conto, ricorda che aprendo in franchising con BikeBoom hai diritto alla consulenza dedicata per orientarti nella decisione e nella scelta dei mezzi da inserire nella tua flotta, dei migliori marchi internazionali. Oltre che l’assistenza burocratica per tutto l’iter di apertura dell’attività.

Perché scegliere la formula del franchising per aprire uno sharing?

Il vero vantaggio se investi in un franchising con BikeBoom è non essere mai solo. Avrai a disposizione:

  1. Tecnologia proprietaria di alto livello: un’app utente e operatore che ti dice in tempo reale dove sono i mezzi, lo stato della batteria e le necessità di manutenzione, con funzionalità avanzate per ricevere pagamenti, applicare geofences, rilevare guasti e problemi ai veicoli;
  2. Supporto completo: ti aiutiamo a interfacciarti con i Comuni per ottenere le autorizzazioni e partecipare ai bandi di gara, e ti dedichiamo la formazione necessaria per imparare a gestire i veicoli dal punto di vista operativo;
  3. Investimenti scalabili: puoi avviare la tua attività con piani di investimento progressivi e personalizzati. Inoltre hai tariffe agevolate sui ricambi e supporto marketing nazionale per convogliare più utenti sulla tua flotta locale.

Contatta i nostri consulenti per un’analisi gratuita del tuo territorio: studieremo insieme la morfologia, la popolazione e i flussi della tua città, le tue risorse e il tuo budget, per capire qual è l’investimento migliore e più redditizio per il tuo sharing.

Per saperne di più visita la pagina dedicata: https://www.bikeboom.it/sharing/